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sabato 22 aprile 2017

Dal cuore della nostra città la visione da realizzare

Cosa c'è al centro della nostra città di Chioggia Marina? Qual è il suo nucleo essenziale? Quella nota unica che la fa riconoscere tra mille, su cui uno scrittore come Italo Calvino avrebbe potuto scrivere un capitolo delle sue Città Invisibili? Questo nucleo essenziale è la laguna, fecondata dal mare e dai fiumi. L'isola di Chioggia è la perla e Sottomarina è la preziosa conchiglia. Io sono arrivato qui nel novembre 2011 e sono stato risucchiato dalla Laguna. Ho DOVUTO comprarmi una imbarcazione e l'unica che era alla portata delle mie tasche e delle mie aspirazioni era un kayak. Non uno di quegli affilati kayak da mare o quegli snelli kayak da competizione ma un duttile incrocio tra canoa e kayak che dava stabilità e maneggevolezza.
Con quella piccola imbarcazione, vivendo a pelo d'acqua, faticando sulle scie dei motoscafi, tremando nell'attraversare i grandi canali di navigazione, cupi e freddi ho iniziato ad esplorare la meraviglia della nostra laguna sud: da Riva Vena nel Lusenzo, da lì verso Sottomarina, a nord verso Ca' Roman, o dall'altra riva verso Borgo S.Giovanni, il canal fossetta e poi la chiusa di Brondolo o sotto il ponte Cavanis verso il porto e oltre verso il canale di Montalbano, Valli e Piovini e ancora la Brenta e il Nuovissimo. Meraviglia per questa Bellezza e senso di Armonia. Non ci sono altre parole.
Visto dal pelo dell'acqua il nostro piccolo porto, i suoi canali a 8 metri e le sue infrastrutture sono enormi e quasi sproporzionate alla delicatezza delle barene, all'intrico dei ghebi, all'orizzonte guaivo della laguna. Ora è arrivato il deposito per il Gpl, una mostruosità. L'ho considerato a lungo per valutare con attenzione il suo impatto sulla nostra città. Non è utile alla città, non è un'opera strategica, non aiuta lo sviluppo del porto (anzi col transito bloccato dalle navi gasiere lo rallenterà), porterà altri tir rasenti la città e in una pericolosa Statale Romea, offrirà pochi posti di lavoro e potrà solo alimentare paura di un'esplosione e l'inquinamento.
L'unico che ci guadagna è ASPO che incassa centinaia di migliaia di euro di affitto. Era un impianto da posizionare a Marghera, nella prima martoriata e poi abbandonata area industriale di Porto Marghera, con l'autostrada e la ferrovia già integrate nel sistema di trasporto, canali di navigazione escavati a 14 metri, aree già sfregiate e inquinate. Porto Marghera è il cancro che sta contagiando e uccidendo la laguna, più di ogni altra cosa. Questo impianto GPL è una piccola cosa, una squallida caricatura di quel grandioso progetto della città della chimica e dei cantieri navali, ma è figlio della stessa logica di uno sviluppo basato su combustibili fossili e distruzione del paesaggio, imposizione di logiche e presunti interessi nazionali a comunità locali incapaci di difendersi. La Socogas ha anche provveduto ad abbattere quella ventina di pioppi cipressini che mascheravano leggermente l'impianto dal lato strada, allargando quel bel piazzale di ghiaia. Così quando uno arriva a Chioggia, dopo le discariche abusive sul ponte translagunare, il depuratore e il suo olezzo adesso si gode anche questo bello spettacolo.
Ma Chioggia Marina è un'altra cosa. Noi non siamo la sottomessa Marghera, sacrificata dalla classe dirigente veneziana al boom economico. Noi siamo gente libera, abbiamo ancora il sangue caldo nelle vene, viviamo in simbiosi con la laguna, la vita che ci nasce e prospera dentro, il calore e il salso che la rendono così vitale e capace di nutrirci e ispirarci. Per questo ho aderito, come presidente dell'associazione Amico Giardiniere, al comitato No Gpl, pur senza una attiva partecipazione per il momento. Sia per i molti impegni (nelle scuole, nelle pulizie periodiche, nella festa Lusenzo nel Cuore) ma anche perché questo comitato, secondo me, deve ancora comprendere ed esprimere a pieno che il sì è più forte del no, che per contrastare questo progetto degradante è necessaria una visione d'insieme della nostra comunità che lo emargini e faccia comprendere a tutti noi, come ai suoi sostenitori foresti, che qui non può attecchire, perché sono altri i frutti adatti a questa terra. La bandiera blu della nostra spiaggia vale molto più di un impianto gpl da riscaldamento!
Con l'associazione Amico Giardiniere e molte altre organizziamo dal 2013 la festa Lusenzo nel Cuore: Natura, Sport, Comunità. Non è una trovata pubblicitaria: abbiamo sentito che attorno a queste rive la nostra comunità poteva ritrovare il suo senso, la sua dimensione e la chiarezza necessaria per svilupparsi in armonia col suo ambiente. C'è molto da fare e da guarire. Sottomarina è la parte più popolosa e ricca della città, tanto che gli autobus da Padova recano scritta la destinazione “Sottomarina” e non “Chioggia”, un lotta intestina che deve finire. Ma se Sottomarina volta le spalle alla laguna e vende la sua anima, perde la struttura del vecchio impianto urbanistico e sacrifica la preziosa terra degli orti al miglior offerente si offre indifesa alle logiche speculative edilizie e devastanti del turismo di massa, altra industria pesante che deve essere accuratamente regolamentata e organizzata.
Ma ricordiamoci che Venezia, quella vera, muore per l'assedio dei turisti di tutto il mondo, e proliferano solo ruffiani e topi di fogna mentre chi la ama davvero è spesso costretto ad abbandonarla. Anche noi siamo in calo demografico, abbiamo perso il tribunale perché siamo scesi sotto di 50mila abitanti. Molti se ne vanno per la precarietà del lavoro ma anche per i costi e la mancanza di case spaziose, così che tante giovani coppie hanno scelto di formare una famiglia fuori dal nostro comune, a Conche e oltre. Rifondare Chioggia Marina, questa è la nuova frontiera e gli elementi per ridare identità, dignità e speranza ai suoi cittadini ci sono. La vivacità dell'ultimo confronto elettorale ne è una testimonianza. Quindi andiamo oltre il No Gpl, verso Sì Chioggia Marina armoniosamente inserita nella sua laguna, in dialogo fecondo col suo mare e le sue campagne, capace di attirare un turismo lento, virtuoso, fidelizzato.
Dunque non mi resta che invitarvi a venire sul Lusenzo il 1° maggio a godervi la bellezza che gratuitamente ci viene donata ogni giorno. Se volete correre o camminare forte iscrivetevi alla Caminà che parte dall'isola dell'Unione, se preferite lo yoga, il calcio a 5, la voga, il kayak, ricevere reiki, conoscere nuove associazioni, laboratori per bambini (creatività, disegno coi gessetti, costruzione archi) venite in pista rosa dalle 9 alle 12. Se poi volete esagerare alle 11.00 tutti insieme per l'abbraccio al Lusenzo! Se conoscete qualche bambino ditegli che raccogliamo disegni di alberi (in cambio di un buono merenda di 1 euro) da regalare all'assessore all'ambiente per ricordare che Chioggia non ha mai piantato, come per legge, un albero per ogni bambino nato. E se avete a cuore gli alberi, infine, siglate la petizione on line per una legge nazionale di difesa del patrimonio verde. (clicca)

lunedì 3 aprile 2017

petizione per una legge nazionale di difesa degli alberi

Ho lanciato, in accordo con varie associazioni ambientalisti e operatori del settore del verde questa petizione che potete firmare su Change.org
Egregio Presidente Mattarella,

Le scrive un'associazione dedicata alla riqualificazione di luoghi degradati e alla diffusione della cultura del Verde. Ci siamo risolti a scriverLe dopo anni di confronto con le amministrazioni comunali della città di Chioggia che hanno portato all'adozione di un Regolamento di tutela del Verde Pubblico che prevede anche il divieto di capitozzare gli alberi, ovvero di rimuovere oltre il 50% dei rami, pratica errata che avvia il degrado della pianta e ne distrugge la funzione ecologica ed estetica. Un intervento legislativo ha quindi posto fine, almeno in linea teorica, a decenni di rovinosi e costosi interventi di potatura scorretta. Confrontandoci con molte altre realtà associative che hanno a cuore la qualità dell'ambiente, non fine a se stessa, ma come valore indispensabile per tutelare la qualità della vita nostro e delle future generazioni abbiamo constatato che la cultura della gestione dell'albero, specialmente in ambito urbano, è molto arretrata in Italia.

Gli alberi sono un elemento chiave dei nostri paesaggi, un sistema vivente che alimenta la rete della vita, fornisce ossigeno, fissa anidride carbonica, filtra molte sostanze inquinanti, protegge il terreno, favorisce il ciclo dell'acqua superficiale, dona frescura e ispirazione, anche poetica. Gli alberi sono i nostri principali alleati nella mitigazione degli effetti del cambiamento climatico e arricchiscono la biodiversità, fornendo cibo e riparo. Ma sugli alberi capitozzati nessun uccello nidifica e la loro funzione ecologica è menomata perché ogni energia dell'albero è dedicata a ricostruire ciò che gli è stato ingiustamente tolto. Per questo Le chiediamo di farsi promotore di una legge nazionale che, basandosi sulle buone pratiche propugnate dalla Società Italiana di Arboricoltura e sugli studi di illustri studiosi italiani di fama internazionale come Daniele Zanzi, definisca a livello nazionale le caratteristiche di un corretto intervento e sentenzi sulle violazioni, stabilendo anche, in caso di danni, il valore dell'albero non solo come mero legname da ardere ma come esemplare che acquisisce valore ogni anno di più.

Un altro tema che dovrebbe essere a nostro avviso ribadito è l'obbligo dei comuni oltre i 15000 abitanti (Legge n. 10 del 14 gennaio 2013) di dotarsi di un piano del verde e di piantumare un albero per ogni bambino nato. Nella nostra città questo obbligo non è mai stato ottemperato e solo dopo anni di nostre richieste il Comune si doterà di un apposito ufficio del verde interno. Si lamenta la mancanza di fondi e l'impossibilità di trovare spazi adeguati. Di certo si tratta di far comprendere ai nostri amministratori quanto sia prioritario dotarci e arricchire il nostro patrimonio verde, non tanto come ornamento dei nostri viali ma come elemento paesaggistico da pensare in boschetti e siepi miste dall'alto valore ecologico più che estetico. Ad esempio il nostro Comune vanta un attivo di milioni di euro che sono bloccati dal patto di stabilità, Le chiediamo quindi di adoperarsi per permettere ai comuni dotati di risorse di potervi accedere per questo importante scopo e di istituire per i comuni con bilanci insufficienti un fondo nazionale a cui poter ricorrere.

Infine vorremmo chiederLe di stimolare i legislatori sia in Parlamento che nella conferenza Stato-Regioni sul tema delicatissimo della formazione professionale dei giardinieri. Molti danni agli alberi vengono perpetrati da personale senza competenza specifica nella gestione delle alberature. Lo scorso anno l'articolo 12 della Legge 154/2016 ha iniziato a definire i contorni della figura professionale del giardiniere delegando alle Regioni il completamento. Diverse regioni hanno chiesto al MIPAAF chiarimenti su come procedere e sarebbe opportuno, visto che il mercato del lavoro dei grandi appalti è nazionale, che criteri uniformi venissero adottati per migliorare il livello di tutti gli operatori senza avvantaggiarne alcuni per partito preso. A questo riguardo come associazione stiamo collaborando ad una proposta con i Giardinieri BioEtici che presenteremo nelle 6 regioni dove questo marchio di qualità del giardinaggio è presente.

Nel ringraziarLa per l'attenzione che ci ha dedicato le segnalo che abbiamo deciso di promuovere anche una petizione on line su Change.org per diffondere e sostenere i contenuti di questa lettera e spiegare all'opinione pubblica quanto sia una tema strategico per il nostro futuro.

Con stima porgiamo distinti saluti,

Francisco Merli Panteghini

presidente dell'associazione Amico Giardiniere

Chioggia, 3 aprile 2017

“...e su gli olivi, i fratelli olivi,

che fan di santità pallidi i clivi

e sorridenti.”

G.d'Annunzio, La sera fiesolana

Se condividi puoi firmare su Change.org

sabato 11 marzo 2017

Quando una sorgente muore

Ho passato la giornata a Treviso, ospite del vivaio Priola insieme a Silvia Lignana Bellandi, a presentare i Giardinieri BioEtici (www.giardiniere.bio).
Purtroppo la giornata è stata funestata dalla vista di uno scenario apocalittico: il rivo di risorgiva che costeggia lo storico vivaio è in secca da alcuni giorni, pesci morti stanno imputridendo al sole, nelle ultime pozze si dibattono gamberetti e altra microfauna, mentre i germani reali e le garzette esplorano il fondo secco confuse.
Un disastro ambientale per questo piccolo corso d'acqua, lungo forse 5 km, di nome Limbraga. Un disastro che rischia di passare sotto silenzio perchè quando una sorgente muore lo fa senza scalpore, senza gridare o far rumore. Probabile causa i lavori di scavo di un nuovo ramo del metanodotto Snam in corso di realizzazione a Lancenigo di Villorba.
La piccola area di risorgiva che era sopravvissuta alla realizzazione della massicciata ferroviaria, al nuovo sottopasso autostradale, all'abbassamento generalizzato delle falde dovuto alle escavazioni e alla riduzione del volume d'acqua ora soccombe davanti alle ruspe del metanodotto. Ho risalito il corso d'acqua per verificare l'ipotesi e posso solo confermarla.
E' straziante vedere quello che era un gioioso piccolo rivo di risorgiva che allietava un intero quartiere e il noto parco degli Alberi Parlanti disseccato.
E' come una stonatura nel paesaggio, un grido silenzioso che non ti scuote fino a quando ti fermi un attimo e ti rendi conto che qualcosa non va, qualcosa di essenziale è venuto a mancare e ha lasciato un vuoto silente e tragico che getta un'ombra di desolazione attorno.
Cosa possiamo fare ora? Chiedere subito di dare in qualche modo acqua per mantenere umido il letto e ridurre i danni alla vita del fiume.
Poi indagare e punire severamente le responsabilità. Chi uccide una sorgente dovrebbe ricevere una pena gravissima, ha commesso qualcosa di irreparabile e che colpisce duramente tutto un ecosistema.
Potete inviare comunicazione al comune di Villorba, alla provincia di Treviso, alla Regione, alla Snam e alla ditta esecutrice dei lavori (vedi foto qui sotto) la Ge.Condotte di Montebelluna.
Foto e testi di Francisco Merli Panteghini, riproduzione libera se non ha scopo di lucro.

Aggiornamento: dopo una settimana di secca e proteste la Limbraga è stata rifornita d'acqua dalle canalette di irrigazione derivate dalla Piavesella

domenica 5 marzo 2017

Proteggere gli alberi di Chioggia Marina

Giovedì prossimo si riunirà a Chioggia la prima commissione per redarre un Regolamento del Verde Pubblico, strumento indispensabile per gestire il patrimonio arboreo della comunità. Sono molto soddisfatto perchè da anni peroro la causa presso ogni persona che si è avvicendata alla delega all'ambiente. Ho parlato o scritto a ben 5 assessori all'ambiente del Comune di Chioggia (e anche della vicina Codevigo) a partire dal 2012 presentando una bozza di regolamento del verde che servisse da base di discussione. Mi sono più volte confrontato e persino scontrato col responsabile del verde cittadino, in capo a Sst fino al 2016, e ora la competenza è tornata al Comune. Ricordo ancora l'ironia con cui fui accolto al primo di questi incontri dall'allora assessore Silvia Vianello che dubitava che un privato cittadino avesse qualcosa di buono e utile da dire sui beni pubblici.
Come associazione Amico Giardiniere e come Giardinieri BioEtici abbiamo promosso incontri di conoscenza degli alberi più interessanti, abbiamo protestato contro gli abbattimenti dei 13 pioppi bianchi all'Isola dell'Unione nel 2012, contro le capitozzature degli olmi e delle robinie nel 2013, abbiamo spiegato l'assurdità della capitozzatura in più sedi, anche in consiglio comunale in relazione ai pioppi mutilati alla darsena S.Felice nel novembre 2015. Oggi animiamo diversi progetti di conoscenza degli alberi nelle scuole locali. Non sono state prese di posizione a cuore leggero o polemiche sterili ma il tentativo di informare in modo documentato l'opinione pubblica locale per contribuire allo sviluppo di una cultura del verde. Ora ci sentiamo ad un passo da un risultato veramente storico per la nostra città, una netta svolta rispetto al passato.
Guarda il video contro le capitozzature del gennaio 2016 su Youtube

Grazie al cortese ascolto dell'assessore all'ambiente Veronese e alla richiesta di una commissione ad hoc da parte di Barbara Penzo (che conobbi proprio come assessore all'ambiente) giovedì si riunisce la commissione e anche io, come presidente dell'associazione Amico Giardiniere, sono stato invitato. Ho potuto visionare la bozza di regolamento grazie all'interessamento di un consigliere comunale e trovo che abbia colto moltissime buone pratiche che avevo suggerito. Si legge finalmente il divieto di capitozzare gli alberi, sanzioni per i trasgressori, tutela degli alberi durante i cantieri edilizi e gli scavi, costituzione di un ufficio del verde, redazione di un censimento informatizzato e pubblico del patrimonio arboreo, richiami alle leggi nazionali di lotta obbligatoria, accesso regolamentato degli animali domestici nei parchi pubblici e realizzazione di aree riservate in diversi parchi.

Oggi invece persiste il divieto assoluto di portare animali nel parco (spesso violato) e non esiste nessuna area pubblica recintata per far correre i cani. Dunque siamo alle soglie di un grossissimo passo avanti che appoggeremo in ogni modo e siamo certi di poter trovare tra tutti i componenti della commissione, di maggioranza e di opposizione, una maggiore attenzione ai temi ambientali. Dal mio punto di vista questa importante acquisizione è un primo importante passo per poi rivolgerci ad altre questioni vitali per la nostra comunità: la tutela della qualità dell'acqua, in relazione agli sversamenti di Pfas in particolare ma anche di scarichi abusivi non depurati in canali e fiumi.
Visita il sito dei comitati di denuncia di inquinamento da Pfas

Seguiremo poi la formazione di una opinione pubblica consapevole sulle sfide dell'inquinamento dell'aria e di quello ancora più insidioso dell'elettromagnetismo artificiale (wi fi, telefonia in particolare). Un cammino lungo in cui porteremo il nostro contributo con sincero interesse per il bene comune e massima disponibilità al confronto con tutte le forze civili e politiche che vogliano condividere con noi questi temi.

venerdì 24 febbraio 2017

Guardare la cornice e perdere di vista il quadro

Dal 2011 vivo a Chioggia, una meravigliosa città-isola nella laguna sud di Venezia. Per anni ho passato ad esaminare e percorrere le rive e gli argini, come fossero la cornice della laguna, per notarne le brutture, i rifiuti, le grandi futili opere e accanirmi a porre rimedio con raccolte di immondizie e campagne di sensibilizzazione.
Una lotta titanica e destinata al fallimento, ad esaurire ogni energia e ad alimentare separazione perchè le dinamiche ancora dominanti sono di sfruttamento del pianeta e di distruzione degli ecosistemi. Sono lezioni che l'umanità tarda ancora a imparare ed io fra tutti devo innanzitutto riconsiderare il mio stile di vita, i miei consumi.
Dalla cornice la bruttura sta avvelenando e trasformando il quadro ma se accettiamo di cambiare punto di vista e partiamo dalla bellezza e dalla ricchezza di vita che ancora c'è tutto cambia. Oggi ho sentito in me questo passaggio: smettere di maledire le immondizie che si accumulano sugli argini lagunari, mettersi gli stivali ed entrarci dentro con curiosità e ammirazione. Perchè di bellezza e sorprese la laguna di Venezia è piena.
Da qualche parte ho letto una volta questa immagine per cui la nostra personalità (l'ego) è un po' come la cornice di un quadro, mentre la nostra individualità libera (l'Io) è il dipinto.
E' stato fondamentale partecipare ad un corso di riconoscimento uccelli organizzato dalla Lipu che mi ha dato un metodo e gli strumenti per distinguere alcuni dei molti abitanti di questo ecosistema unico. Migliaia di uccelli migratori di muovono, sostano, svernano in laguna e dintorni. Viaggiatori dal Mar Baltico, dalle steppe russe o dall'Africa profonda possono essere ammirati nelle diverse stagioni.
Ottima la guida on line del gruppo Venezia Bird Watching (http://www.veneziabirdwatching.eu/). Se mi concentro a osservare il meraviglioso scenario, il centro del quadro, il suo soggetto sublime e vero, allora passa in secondo piano la cornice della pochezza umana, del disamore o del vero e proprio spregio delle discariche abusive.
(Volpoche in volo disturbate da me!)

Acceso dal bello che mi avvolge nutro sentimenti positivi e fiducia invece che alimentare rabbia e disperazione. E lì accadono i miracoli, gli incontri con la bellezza e con ciò che la bellezza materiale manifesta di divino.

(Garzette a caccia accanto al ponte translagunare )

A settembre organizzerò con Michele Pegorer, mio insegnante della Lipu e responsabile della Riserva naturale di Ca' Roman, un fine settimana intensivo di bird watching per condividere questa meravigliosa opportunità. Se siete interessati prenotate un posto scrivendomi a mediatorelementare@gmail.com

(Airone maggiore)

Tutte le foto sono state scattate da me in laguna sud nel febbraio 2017

domenica 17 luglio 2016

Spesso il male di vivere ho incontrato

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa , era il cavallo stramazzato.
(dalla poesia di Eugenio Montale)

(gabbiano falciato da un'auto, Chioggia)

Ho incontrato più volte momenti di buio e disperazione. A partire dai 22 anni ho sperimentato cosa fosse un attacco di panico, la confusione che paralizza la volontà, il rodere del pensiero giudicante che si avvolge su se stesso per distruggere ogni appiglio, il gusto insapore che ogni cosa prende quando la depressione sconvolge gli ormoni e tinge di grigio tutte le emozioni. Sono lunghi giorni e notti dove tutto sembra andare in frantumi e si apre un vortice capace di risucchiare e distruggere ogni relazione, affetto, senso del dovere. I farmaci possono essere di aiuto ma senza un lavoro di accoglienza e decifrazione del malessere nessun risultato medico può essere davvero terapeutico. Il cuore della questione è il cambiamento. Ci sono cambiamenti che vanno fatti, sia di atteggiamenti o legami interiori come di situazioni esteriori che ci debilitano. Sapremo cogliere il segnale della nostra anima e rimetterci in discussione per rimetterci in armonia?

Personalmente credo che sia possibile e necessario cercare di guarire, non solo curare i sintomi. Eppure quando ci si confronta con la depressione è necessario tentare ogni strada, bisogna giocare ogni carta e aiuto per ritrovare il contatto con la propria emotività, con il progetto di vita che vacilla. E' una partita ad eliminazione diretta: o ne vieni fuori in qualche modo o ti lasci cadere nell'ombra. Dunque la posta in palio è la più alta in assoluto, tutte le risorse personali disponibili devono venire impiegate senza esitazione. Ma questo non vuol dire scaricare sugli altri i nostri pesi e il logorante frullare di pensieri e giudizi negativi di cui inevitabilmente ci si intasa in quei momenti.

Meglio diffidare dei flussi di pensieri e percezioni alterate che ci attraversano in momenti bui: non sono affidabili e aggravano la situazione consumando energie preziose. Evitare di identificarsi con ciò che ci passa per la mente. Puntare invece a mantenere il contatto col proprio corpo fisico, nutrirlo meglio possibile, dormire a sufficienza e muoversi all'aperto, in mezzo alla natura possibilmente. Ho sperimentato quanto siano efficaci i piccoli gesti di cura quotidiana verso se stessi: lavarsi, massaggiarsi, coccolarsi come dovessimo prenderci cura della nostra parte bambina triste e spaventata. Sono momenti di prova della forza di volontà che deve superare la mancanza di motivazione e gioia. Riuscire a mantenere attivo il corpo, faticare, darsi piccoli obiettivi quotidiani e accogliere quel che viene senza giudicarsi o piangersi addosso. Se non riusciamo diamoci sempre la possibilità di riprovare il giorno dopo, semplificando e accogliendo ogni piccolo passo come un tassello della nostra guarigione.

Immergersi nella natura, contemplare un fiore di campo con la sua fragile bellezza e la carica di gioia vitale, prendersi cura delle piante, togliere erbacce nell'orto, lasciare una stanza poco più in ordine di come l'abbiamo trovata son tutti piccoli gesti che restituiscono energia e quiete, corroborando la nostra parte migliore, quella che saprà riannodare i fili e ritrovare la strada luminosa per compiere al meglio la nostra vita terrena. E nella natura, nei suoi ritmi, nei suoi cicli mille aiuti sono disseminati: cibi sani, esempi, medicamenti. In particolare la floriterapia ha grandi pregi per me e la consiglio caldamente.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato

(dalla poesia di Eugenio Montale)

martedì 8 marzo 2016

caro candidato/a sindaco di Chioggia...

Caro candidato/a sindaco di Chioggia,

vorrei chiederti alcune cose, so che questa sarà una lettera come quelle che si scrivono a Gesù Bambino ma io ci provo lo stesso e, a volte, i miracoli accadono. Innanzitutto caro candidato/a ti ricordo che governerai ben più di Chioggia ma una multiforme comunità che unisce mare, laguna, campi, fiumi, alberi e persone molto diverse. Sarai quindi il maggiore punto di riferimento dell'intera Laguna Sud. Ti chiedo di metterti a disposizione completamente della comunità, lavorando a tempo pieno come sindaco e lasciando a margine altri lavori. D'altronde il sindaco è l'unico rappresentante politico che riceve un sostegno al pari di un buono stipendio. Ci meritiamo un sindaco a tempo pieno, la comunità è piena di difficoltà e vecchi retaggi che impediscono nuove opportunità e affrontiamo un declino demografico, ambientale, sociale, culturale, economico e spirituale costante. Vorrei che tu fossi una persona spirituale, meglio se cristiana, e aperta alla visione che papa Francesco ha condiviso nell'enciclica Laudato Sii. In quella enciclica c'è una potente riflessione sul dove vada l'umanità e Chioggia potrebbe essere una goccia nel fiume del cambiamento globale per evitare l'autodistruzione dell'umanità che sta trascinando con noi intere specie vegetali e animali.

Vorrei che tu presentassi già in campagna elettorale la tua squadra di assessori perchè una persona da sola non può cambiare, ci vuole un nuovo gruppo dirigente, competente e appassionato. Onesto mi sembra il minimo ma non è abbastanza. Assessore che non sono competenti e disposti a studiare i meccanismi e le leggi sono incapaci di incidere. La burocrazia comunale è poco efficiente e quando succedono disguidi non ci sono mai responsabilità precise. Una amministrazione lenta, che non risponde ai cittadini, senza tempi certi, senza controllo della politica è per forza di cosa ingiusta e allontana sempre più il cittadino che non si sente accolto nella casa comunale come un membro ma come un suddito o un cliente fastidioso. Qui secondo me c'è il centro dell'attività di una giunta che voglia davvero bene a questa città: rilanciare il senso e l'efficacia del servizio pubblico investendo in formazione, risorse, informatizzazione, risparmi ma anche adottando un sistema meritocratico e capace di rigore ove necessario.
Le priorità per me sono chiare dopo anni che osservo e studio la città: riorganizzazione della burocrazia, ottimizzazione bilancio, investimento sull'ambiente come risorsa nelle mille ricchezze che abbiamo (ora coperte da discariche abusive ovunque), favorire regole chiare per le imprese e tempi certi di permessi, favorire opportunità di lavoro, sportello per i giovani, spendere per le scuole e i giovani, favorire una mobilità sostenibile, turismo di qualità con tessuto capace di accogliere e incantare migliaia di visitatori in ogni stagione, lasciare la sudditanza verso Venezia e Padova senza tronfia grandeur ma prendendo atto che la Laguna Sud è unica e meravigliosa. Caro candidato sindaco/a lotti contro le dipendenze (droghe, alcol, macchinette mangiasoldi) e contro il vandalismo giovanile. Lavori sempre per formare la nuova generazione di cittadini, perchè la democrazia può morire nell'indifferenza e nella crisi economica che chiama conflitti e autoritarismo.
Se lavorerà nettamente in queste direzioni io le posso assicurare ben più del mio voto: la mia stima, un po' di denaro per la sua campagna elettorale, contributi al programma per i temi dove sono competente (ambiente, verde pubblico, scuola, cultura) e consulenze gratuite. Buona campagna elettorale a tutti, per ripristinare la Gisutizia nella Laguna Sud.

Francisco Merli Panteghini
9 febbraio 2016
tel. 328 7021253